Jens Voigt, più forte del tempo

Si riscrive la storia del ciclismo nel Velodromo di Grenchen, Svizzera.
Nell’ultima competizione della sua lunga carriera da professionista, Jens Voigt, 43 anni e un giorno da Grevesmühlen, ex Germania Est, ha battuto il record dell’ora detenuto dal ceco Ondřej Sosenka (che resisteva dal 2005) percorrendo 51,115 km nei canonici 60 minuti.
1415 metri meglio di Sosenka (che fece 49,700 km), solo 36 in meno del “51,151″ (non più omologato, ma rimasto indelebile nella memoria degli appassionati) di Francesco Moser stabilito a Città Del Messico nel 1984.

Già dall’inizio dei 60 minuti Voigt aveva imposto a sé stesso un ritmo molto sostenuto, guadagnando circa un secondo al chilometro rispetto ai riferimenti cronometrici parziali di Sosenka. Caratteristica, questa, tipica del tedesco, che spesso dà molto più di quello che dovrebbe, cosa che in questo genere di competizione si potrebbe rivelare controproducente.
Questo non è stato il caso. La performance non ha avuto alcun intoppo, salvo alcuni sbandamenti da parte di Voigt (non abituato alla pista, dopo 17 anni di professionismo su strada) ed una piccola sistemata al body dopo 26,3 chilometri.

Ad un quarto d’ora dalla fine, nonostante girasse a circa 50,600 km/h di media (quindi ampiamente sopra il record di 49,700 di Sosenka) ha rilanciato l’azione più volte, facendo salire la media fino all’incredibile valore finale di 51,115 km.

Nei 17 anni di carriera (è professionista dal 1997) ha ottenuto 66 vittorie, tra cui 2 vittorie al Tour de France ed una al Giro d’Italia. Detiene inoltre il record di partecipazioni al Tour de France, con ben 17 partenze.
In molti si aspettavano che il record sarebbe caduto, anche grazie alla differenza tra i mezzi usati da Sosenka (bici fa strada) e Voigt (bici da cronometro riadattata alla pista), nettamente a favore del tedesco. Tuttavia si deve anche considerare che il ceco era un cronoman mentre Jens non ha mai ottenuto grandi risultati nelle corse contro il tempo.

Dal punto di vista tecnico, il mezzo con cui ha ottenuto il record è stato messo a disposizione dalla Trek (che è anche la squadra ciclistica dove ora milita) ed è una bicicletta da cronometro con telaio in fibra di carbonio adattata alla pista (ruote lenticolari con motivo in stile “quadrante di orologio”, un solo rapporto con rapporto corona-pignone di 55-14 per ridurre la frequenza di pedalata e quindi il rischio di formazione di acido lattico). Il risultato di queste modifiche, che comprendono anche l’eliminazione dei freni, è un “gioiellino” di poco più di 7 kg di peso.

Menzione d’onore anche per Eurosport International, che ha trasmesso l’impresa di Voigt (unica tv a farlo, almeno per l’Italia) con speciali sul record e sulla sua storia trasmessi per tutto il giorno sino alla diretta integrale.

Il record di Jens Voigt alza il sipario su una competizione che pareva quasi dimenticata e può essere uno stimolo per altri ciclisti che da tempo desiderano battere questo record, come Cancellara ed il Campione del Mondo a cronometro Tony Martin.

Ma nel frattempo è Voigt che ha scritto il suo nome nella storia del ciclismo.

Come spesso dice, “Shut up legs!” Anzi, “shut up hour!”. Danke, Jens.

Random Access Memories

Prendiamo il duo di musica elettronica più famoso al mondo, uniamo un producer e musicista altoatesino, un paio di cantanti (uno rock e uno r&b/rap), un chitarrista “Chic” e altri quattro dj e producers. Ah, sì, anche un gioco di parole informatico.
Cosa può venire fuori da questa ricetta? Nulla di buono, sembra. Appunto, sembra.
I componenti del team sono infatti i due “robot” Thomas Bangalter e Manuel Guy De Homem-Christo (meglio conosciuti come Daft Punk), accompagnati da:

Partiamo dal gioco da parole: “Random Access Memories”, “ricordi ad accesso casuale”, titolo del nuovo album del Daft Punk. Il gioco di parole sta nel fatto che si riprende nel titolo l’estensione dell’acronimo RAM (“memoria ad accesso causale”, o se vogliamo, “random-access memory”), quel tipo di memoria di cui ogni possessore di computer dovrebbe sapere l’esistenza.
Ma il gioco non si limita all’uso del plurale al posto del singolare: già da tempo i Daft Punk hanno usato, nei loro album, alcuni termini e temi riguardanti l’informatica e la tecnologia in genere.
Qui però si gioca, se vogliamo, anche sulla parola “memories”, ossia ‘ricordi’. Ma perché ricordi?
I due robot qui sorprendono ancora: il primo singolo lanciato, ossia “Get Lucky”, è stato fatto, oltre che con Pharrell, in collaborazione con Nile Rodgers, chitarrista dei “Chic”, gruppo che ha fatto ballare una generazione nelle discoteche degli anni ’70. Il risultato di questa collaborazione è un ritorno alla disco music, una sorta di “rimembranza” di questo genere sicuramente da apprezzare nel tempo della musica totalmente digitale e computerizzata.

Che dire di più? Il 21 maggio esce l’album. E, anche stavolta, i robot faranno storia.

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World Dirt Mapping Contest 2012

Partecipo al WDMC 2012 con alcune piste fatte da me. A breve pubblicherò le piste anche qui.

Ulteriori info su http://www.letspeakdirt.com/.

A presto!!

Finalmente un nuovo blog

Salve a tutti!

Ora sono su un nuovo blog, firmato WordPress.

Il precedente, http://vestksh93.spaces.live.com, mi ha fatto la bella sorpresa di non funzionare più, non so nemmeno io perché.

Quindi ora sono qui.

Ancora grazie e a risentirci.

Ciao mondo!!

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